
Dubai: Oltre i Miti. La Vera Faccia del Business tra Trasparenza e Opportunità
14 agosto 2025
Gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita, con i loro orizzonti in rapida evoluzione e la loro crescita fulminante, evocano spesso immagini di opportunità illimitate per gli imprenditori. Tuttavia, accanto a questa visione positiva, persistono ancora delle percezioni errate o obsolete riguardo l'ambiente degli affari, che li dipingono come luoghi privi di regole o ideali per operazioni opache. La realtà, invece, è ben diversa.
In qualità di consulente esperto, è fondamentale sfatare questi miti e presentare la vera natura di mercati che hanno compiuto passi giganti verso la trasparenza e la conformità internazionale. Prepariamoci a scoprire gli EAU e l'Arabia Saudita del presente, hub globali sempre più regolamentati e competitivi.
Mito 1: Dubai è un Paradiso Fiscale per Società Fantasma
Percezione: "A Dubai non si pagano tasse e si possono aprire società in un giorno senza alcuna operatività reale, usandole per eludere il fisco nel proprio paese."
Realtà: Questa visione è ormai superata. Gli Emirati Arabi Uniti hanno compiuto un percorso significativo di riforme fiscali e di trasparenza, allineandosi agli standard internazionali.
- Introduzione della Corporate Tax: Dal 1° giugno 2023, gli EAU applicano un'imposta sul reddito delle società con un'aliquota del 9% sui profitti imponibili che superano i 375.000 AED (circa $102.000 USD). Sebbene le Free Zone possano ancora beneficiare di un'aliquota dello 0% su determinati redditi, ciò avviene a condizioni ben precise.
- Economic Substance Regulations (ESR): Introdotte nel 2019, le ESR impongono a tutte le aziende che svolgono "attività pertinenti" (dalle holding ai servizi finanziari) di dimostrare una reale sostanza economica nel paese. Ciò significa avere un ufficio fisico, dipendenti qualificati e costi operativi proporzionati all'attività. Le "società fantasma" non sono più tollerate e la mancata conformità comporta sanzioni finanziarie severe, fino alla revoca della licenza.
- Registrazione UBO: Tutte le entità sono ora obbligate a identificare e registrare il proprio Ultimate Beneficial Owner (UBO), ovvero la persona fisica che detiene il controllo finale. Questo aumenta la trasparenza e rende estremamente difficile nascondere la vera proprietà di una società.
Queste misure, insieme a una vasta rete di accordi per lo scambio di informazioni fiscali (CRS, EOI), hanno trasformato gli EAU in una giurisdizione che premia la trasparenza e l'operatività autentica, non l'elusione.
Mito 2: Dubai è un Centro per il Riciclaggio di Denaro
Percezione: "Le banche di Dubai sono lassiste nei controlli, permettendo flussi di denaro illecito senza problemi."
Realtà: Gli EAU hanno rafforzato significativamente il loro quadro normativo per la lotta al riciclaggio di denaro (AML) e al finanziamento del terrorismo (CTF), allineandosi agli standard internazionali del GAFI (Gruppo d'Azione Finanziaria Internazionale).
- Normative Rigorose AML/CTF: Tutte le istituzioni finanziarie e le Designated Non-Financial Businesses and Professions (DNFBP) sono soggette a regole stringenti. Questo include banche, immobiliari, commercianti di metalli preziosi, fornitori di servizi aziendali, avvocati e contabili.
- Due Diligence del Cliente (KYC): Le procedure di Know Your Customer sono estremamente rigorose. Le banche richiedono informazioni dettagliate sulla provenienza dei fondi, la natura del business e i beneficiari effettivi. Senza una documentazione impeccabile e trasparente, l'apertura di un conto è quasi impossibile.
- Sistema di Segnalazione: Qualsiasi transazione sospetta (STR - Suspicious Transaction Report) deve essere segnalata immediatamente alla Financial Intelligence Unit (FIU) degli EAU, che collabora attivamente con le controparti internazionali.
- Sanzioni Severe: Le violazioni delle normative AML/CTF comportano multe salatissime e procedimenti penali sia per le aziende che per gli individui coinvolti, dimostrando il serio impegno del governo.
La realtà è che il sistema finanziario di Dubai è oggi uno dei più attenti e sorvegliati a livello globale per quanto riguarda la prevenzione dei reati finanziari.
Mito 3: Sfruttamento Indiscriminato del Lavoro
Percezione: "I lavoratori stranieri a Dubai non hanno diritti e sono soggetti a condizioni di sfruttamento."
Realtà: Sebbene in passato ci siano state problematiche, gli EAU hanno introdotto significative riforme per proteggere i diritti dei lavoratori, con l'obiettivo di creare un ambiente di lavoro equo e attraente.
- Nuovo Codice del Lavoro Federale: Il Federal Decree-Law No. 33 of 2021, in vigore dal 2022, ha modernizzato le leggi sul lavoro, introducendo maggiori tutele per i dipendenti, inclusi contratti a tempo determinato obbligatori, periodi di prova regolamentati e procedure chiare per la risoluzione dei contratti.
- Wage Protection System (WPS): Questo sistema elettronico assicura che i salari siano pagati regolarmente e per intero sui conti bancari dei dipendenti, prevenendo abusi salariali. È obbligatorio per la maggior parte delle aziende Mainland.
- Diritti dei Lavoratori: La legge garantisce specifici diritti a ferie annuali (30 giorni dopo un anno di servizio), permessi per malattia, congedo di maternità/paternità, e indennità di fine rapporto (Gratuity) calcolate in base agli anni di servizio.
- Divieto di Ritenzione Passaporti: È espressamente vietato ai datori di lavoro trattenere i passaporti dei dipendenti, una pratica che in passato era fonte di abusi.
- Sistemi di Reclamo: Sono stati implementati meccanismi più accessibili per i lavoratori per presentare reclami e risolvere dispute.
Sebbene il percorso di miglioramento sia continuo, l'impegno degli EAU verso la protezione dei diritti dei lavoratori è tangibile e le violazioni sono soggette a sanzioni.
Arabia Saudita: Dalle Perplessità alla Nuova Realtà del Business
Anche l'Arabia Saudita, partner strategico e la quinta destinazione per l'export italiano, sta subendo una trasformazione radicale. Spesso associata a un ambiente molto chiuso e conservatore, il Regno sta lavorando intensamente per modernizzare la sua economia e il suo quadro normativo, aprendosi agli investimenti internazionali con un occhio di riguardo alla trasparenza e alla sostenibilità.
- Vision 2030 come Motore di Riforme: Il piano Vision 2030 è il fulcro di questa trasformazione, con investimenti trilionari in mega-progetti come NEOM, Red Sea Project e Qiddiya. Questo ha comportato un'apertura senza precedenti al capitale straniero, con la possibilità di proprietà straniera al 100% in molti settori, e l'introduzione di un quadro legale più chiaro per gli investitori.
- Rafforzamento AML/CTF e Trasparenza Aziendale: L'Arabia Saudita è attivamente impegnata a rafforzare le proprie normative anti-riciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo, allineandosi alle raccomandazioni del GAFI. Le autorità esercitano una vigilanza crescente sulle transazioni finanziarie e sulla trasparenza della catena di proprietà delle aziende, rendendo difficile operare in modo opaco. Sono state introdotte anche nuove normative sulle importazioni che richiedono certificazioni complete e maggiore trasparenza.
- Riforme sul Lavoro e Sistema Kafala: Storicamente, il sistema Kafala (sponsorizzazione) è stato fonte di preoccupazione internazionale. Tuttavia, l'Arabia Saudita ha implementato riforme significative per migliorare la protezione dei lavoratori, incluso un sistema più flessibile per i trasferimenti di lavoro e la revisione delle relazioni contrattuali, riducendo la dipendenza del lavoratore dallo sponsor. Sebbene il processo sia ancora in corso, la direzione è chiara verso una maggiore equità e mobilità.
- Incentivi e Legalità: L'obiettivo è attrarre investimenti reali e sostenibili. Questo significa che le aziende che operano in Arabia Saudita devono aderire a tutte le normative locali, inclusi i requisiti di registrazione, le leggi fiscali (IVA al 15%, Corporate Tax per le entità che generano profitto) e le procedure di conformità, che sono in costante evoluzione.
L'Arabia Saudita, quindi, non è più un mercato di "confine" ma un attore principale nel panorama economico del Medio Oriente, dove la professionalità e la conformità sono requisiti imprescindibili per cogliere le immense opportunità.
Conclusione: La Consulenza Esperta è Fondamentale
Superare le percezioni obsolete e comprendere la realtà normativa di Dubai e dell'intera regione è il primo passo per un business di successo. Oggi, gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita offrono un ambiente d'affari trasparente, regolamentato e competitivo, dove la conformità non è un ostacolo, ma una condizione necessaria per la crescita e la stabilità a lungo termine. Ignorare questi aspetti espone la vostra impresa a rischi significativi e preclude l'accesso alle reali opportunità.
È altamente consigliabile affidarsi a un consulente esperto. Un professionista qualificato potrà analizzare il vostro modello di business, i vostri obiettivi e il vostro budget, guidandovi verso la soluzione più efficiente e vantaggiosa.
Lo Studio Tramontano, è uno Studio professionale multidisciplinare, certificato dalla Camera di Commercio Italiana a Dubai (organismo ufficialmente riconosciuto dallo Stato Italiano), e insignito del titolo “Italian Certified Advisor IICUAE”. Grazie alla collaborazione con professionisti italiani e locali, è in grado di fornirvi assoluta chiarezza e supporto completo, assicurando che il vostro ingresso nel dinamico mercato del Middle East sia solido e profittevole.
Le nostre competenze sono certificate: non esitate a chiedere un parere personalizzato.